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	<title>Benedetti Domus - Arredamento e design in stile classico - Roma &#187; stile Biedermeier</title>
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		<title>Biedermeier, uno stile semplice ma rivoluzionario</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 18:16:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Semplice, rivoluzionario e armonico: sono queste le caratteristiche principali che hanno esaltato lo stile Biedermeier. Uno stile che ha conquistato la borghesia tedesca e austriaca e ha avuto un periodo di vita relativamente breve: 1815 &#8211; 1848. Il nome Biedermeier deriva dalla composizione di Bieder –  tradotto significa “sempliciotto” e da Meir – uno dei cognomi tedeschi più diffuso ed è stato ispirato dal personaggio di una commedia di Ludwig Eichrodte.</p>
<p>Si diffuse per le caratteristiche dei mobili, funzionali, comodi ed economici. Di fatto lo stile Biedermeier si contrappone allo stile Impero e alle sue linee imponenti e sontuose, arricchite da bronzi dorati o piccoli elementi illuminati dalla foglia d’oro.Le linee del Biedermeier, detto anche lo stile della Restaurazione, sono semplici perché si invertono la tendenza del passato, costituito dalla rivoluzione francese e dal bonapartismo, per guardare verso la rivoluzione industriale che proponeva come filosofia funzionalità e oggetti facilmente realizzabili. Tuttavia questi mobili erano realizzati artigianalmente con una crescita delle tecniche di produzione che ne alzano gli standard qualitativi.</p>
<p>I mobili erano costruiti da un asse unico di legno di grandi dimensioni con il fronte del mobile che presenta come unico pezzo. L’assemblaggio era eseguito attraverso i bironcini: chiodini in legno lasciati a vista. Cambiano anche i colori. Si passa da tonalità più scure a quelle chiare come acero, ciliegio, betulla, frassino, satin, tasso e platano. Tolte le decorazioni aggiuntive, si creano contrasti con intarsi di essenze scure, ridotti al minimo che riprendono il tema naturalistico. Il mobile più importante della casa era la <i>commode </i>detta a l’<i>anglaise</i> realizzata con ante che nascondevano cassetti. La cintura era sagomata in forma di <i>tulip</i>. In Italia questi mobili era definiti alla “cappuccina”.</p>
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<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.benedettidomus.it/wp-content/uploads/2021/02/secretaire-Biedermeier.jpg"><img class="size-full wp-image-484" title="secretaire Biedermeier" alt="secretaire Biedermeier" src="http://www.benedettidomus.it/wp-content/uploads/2021/02/secretaire-Biedermeier.jpg" width="225" height="225" /></a></dt>
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<dl class="wp-caption alignnone" id="attachment_484" style="width: 235px;">
<dd class="wp-caption-dd">Il secretaire ritratto in foto appartiene al periodo nobile dello stile Biedermeier</dd>
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<p>Secrétaires, commodes, buffets, chifoniers e bibliothèques continuano a far parte degli arredi con le stesse linee ma con proporzioni più dolci. Uno dei segni distintivi dello stile Biedermeier, è il motivo “<i>en tulip</i>” con la diffusione dello schienale a gondola nelle sedute. Le sedie hanno gambe dritte o leggermente incurvate a con sezione quadrata. La seduta è in paglia. Piccola curiosità: Si diffonde in questo periodo la sedia a dondolo. Divani e poltrone assumono, all’insegna della comodità, linee curve e colorazioni in tinta unita. I tavoli utilizzano un piano ovale o tondo e hanno un unico sostegno centrale.<br />
Lo stile Biedermeier investì anche tessuti e tappeti che assunsero composizioni floreali. Questo breve periodo influenzò anche i soprammobili, oggi ancora richiesti, l’argenteria, stoviglie e bicchieri di cristallo.</p>
<div id="attachment_487" style="width: 420px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.benedettidomus.it/wp-content/uploads/2021/02/min_sedie-thonet-mundus-braccioli-12-a.jpg"><img class="size-full wp-image-487" alt="min_sedie-thonet-mundus-braccioli-12-a" src="http://www.benedettidomus.it/wp-content/uploads/2021/02/min_sedie-thonet-mundus-braccioli-12-a.jpg" width="410" height="307" /></a><p class="wp-caption-text">Modello di &#8220;Seggiola di Vienna&#8221; nello stile di Thonet</p></div>
<p>Una delle maggiori interpreti di questo cambiamento fu l’azienda viennese Joseph Ulrich Danhauser. Michael Thonet, uno degli ebanisti più apprezzati, fu una figura di riferimento per questo stile. A lui si deve la famosa “seggiola di Vienna” diventata famosa per le sue linee curve e la seduta impaglia oggi ancora molto richiesta e venduta sul mercato.</p>
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